giovedì 21 febbraio 2008

Luna Rossa


So perchè arrossisci. Sei in imbarazzo, ti senti un po' in colpa. Quando stanotte ti ho chiesto "Perchè?", tu non hai saputo rispondere.

Ti avevo chiesto di esaudire il mio desiderio. In cambio mi avevi chiesto di confidarti un segreto.

E io l'ho fatto.

Tu, invece, non hai rispettato il patto. Le cose non sono andate come avevo desiderato. Anzi, esattamente nel modo opposto.

Non hai avuto il coraggio di dirmi la verità. Hai atteso che tutto accadesse.

Hai ascoltato il mio pianto.

E' difficile amarti ancora, Luna.

Tu hai oscurato il mio Sole.

martedì 19 febbraio 2008

Sogni ad occhi chiusi e ad occhi aperti

Da tantissimo tempo, ormai, la notte non sognavo più.
All'inizio credo sia stato per una sorta di magia: sognavo raramente e solo cose che poi trovavano riscontro nell'immediato futuro. Siccome, poi, quel futuro non si rivelava mai portatore di buone sorprese, per smettere di fare questi sogni, ho smesso di dormire. Ho sofferto d'insonnia per un po' (un bel po') e poi è passata anche questa.
Da svariati giorni, però, ho ripreso a sognare. I ricordi sono vaghi. I sogni sono spesso affollati di gente e di eventi confusi. La mattina non me li ricordo mai. Rimangono le sensazioni che non sono mai buone. Mai positive. Non portatrici di nuove energie. Ma nemmeno di nuove illusioni.
Durante il giorno io ci penso e ci ripenso e cerco di spiegarmi perchè ho ricominciato a sognare o quantomeno a ricordarmi di averlo fatto.
Stamattina ho capito: ho smesso di sognare di giorno. Ho smesso di immaginare e di sperare che anche per me ci sia qualcosa di bello. Di buono. Non voglio altre delusioni. Non voglio altre ferite.
Mi bastano quelle che ho.
Ho ripreso a riempire le mie giornate fino all'inverosimile. Ogni istante sono occupata a fare qualcosa. Così provo a non pensare a me stessa e ai miei desideri. Ai miei sogni.
La sera arrivo sfinita a letto e crollo.
Così dormo. E così sogno di sogni senza ricordi. Senza aspettative.
Senza ferite.

lunedì 11 febbraio 2008

Un attimo di riposo




Uffa !!! che giornata strana. Nonostante il week-end sia appena finito, sento una stanchezza addosso inimmaginabile. Ci sono delle cose che stanno di nuovo in movimento nella mia vita e, invece, io avevo bisogno di un attimo di riposo. Lo dimostra il fatto che continuo a fare sogni strani, affollati e molto confusi. Gente che va, gente che viene. Situazioni che mutano all'improvviso. Certo che dopo questi tre ultimi anni "intensi" avevo proprio il bisogno di recuperare il mio equilibrio. In realtà mi ero anche illusa di averlo trovato. Invece? Niente. Mi aspettano nuovi cambiamenti e decisioni importanti da prendere che, sono certa, cambieranno ancora la mia vita. Questa volta però, spero in meglio.


Vedremo nei prossimi giorni.


Ho molta paura. Non voglio sbagliare.


Quello che mi spaventa non sono tanto i fatti. Gli eventi della vita, per quanto imprevisti e brutti che possano essere, li affronto sempre. Sono le persone che incontro che spesso mi scioccano e hanno la capacità di spaventarmi davvero.


Sì, lo so. E' un post un po' confuso. Forse perchè anche io mi sento così.


Quello che invece vorrei è sdraiarmi. Fermarmi e riposarmi un po'. Riprendere le forze e poi, dico POI, vedere quello che si può fare. Riprendere a pensare. POI.


Adesso vorrei proprio rilassarmi un po'.

mercoledì 6 febbraio 2008

Incubi

Ancora una volta ho fatto un sogno premonitore che poi si è rivelato un incubo poichè, la mattina successiva e cioè ieri, si è avverato. E' arrivata la notizia che avevo atteso tutta la notte, purtroppo.

Ora solo silenzio. Per rispetto del dolore.

giovedì 31 gennaio 2008

Inquietudini

A parte il fatto che da ieri il mio umore si è fatto alquanto inquieto, per una serie di eventi che si sono combinati insieme. Non scendo in particolari poichè, mentre alcuni eventi riguardano proprio la mia persona, altri sono legati ad altre e quindi preferisco non parlarne nello specifico.
Comunque già da ieri, con il passare della giornata, il mio umore è peggiorato e è aumentata, esponenzialmente, la sensazione che qualcosa stia per accadere. Purtroppo qualcosa che non sa di buono. Ci sono stati dei momenti in cui questa inquietudine, purtroppo, si è rivelata fondata e, credo, che questo sia uno di quelli.
Altra cosa strana è che oggi ho ricevuto un commento sul mio post precedente "Lentamente muore". Cosa c'è di strano?? E' il commento che io stessa ho scritto ad un post di Cang (Blog "Il muro tra l'inferno e il paradiso") intitolato "Il cielo sta cadendo". La differenza è che nel commento postato a me ci sono alcune frasi evidenziate. Poichè il commento non ha nulla a che vedere con il post che ho scritto si presume che, la persona che lo ha scritto, abbia voluto fare un riferimento personale alla mia persona o alla mia situazione personale. Non mi dilungo oltre sull'accaduto se non per precisare che io non sono "in attesa". Non ho paura di fare domande, anzi, come ho scritto, preferisco avere una risposta negativa che nessuna risposta. Non vivo in attesa del futuro. Ho imparato a vivere il presente, ogni suo istante, perchè è il solo modo per assaporare la vita, perchè "la felicità è un viaggio e non una destinazione".
Detto questo il mio pensiero più profondo oggi va ad una persona che amo molto, che so che sta soffrendo molto. Mi distrugge il pensiero di non potergli dare aiuto, di non poter alleviare l'angoscia e il dolore, l'ansia e la tristezza. Mi dispiace non poter fare di più se non fargli sapere che nei miei pensieri e nella mia vita c'è sempre.

mercoledì 30 gennaio 2008

Lentamente muore

Questa è la poesia con cui Mastella ha fatto il suo intervento il gorno in cui è crollato il governo Prodi, citandola come una poesia di Pablo Neruda. Tutti si sono affrettati a precisare con non era lui l'autore. E' vero. La poesia viene attribuita ad un anonimo, o presumibilmente ad una poetessa brasiliana.
A me questo testo piace molto e, in modo assolutamente indipendente dall'uso e consumo che se ne è fatto, la riporto qui sotto:

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle
che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno
di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi e' infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza
per l'incertezza
per inseguire un sogno,
chi non si permette
almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna
o della pioggia incessante.

Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde
quando gli chiedono
qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo
di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà
al raggiungimento
di una splendida felicita'.

martedì 29 gennaio 2008

Girovagando 2. Orvieto e Bomarzo

Ed eccoci a Orvieto. Si parte dalla stazione prendendo la funicolare. Per i bimbi è come stare sulle giostre e, far capire alla piccola peste che non è possibile fare altri tre o quattro "giretti", non è semplice. La funicolare è stata nel tempo ristrutturata ed è trainata da un sistema ad acqua: un mezzo che ha il sapore di altri tempi. Arrivati al capolinea prendiamo il minibus che ci porta fino alla piazza del Duomo. Qui la vista è da mozzare il fiato: il mezzo arriva sulla piazza spedito, fa scendere i passeggeri e riparte veloce. Appena libera la vista la facciata del Duomo ti appare davanti imponente, ricca di decori, affreschi, colonne e ricami. Grande e possente. Entriamo un po' intimiditi, ma dentro la ricchezza e lo sfarzo svaniscono. Ci sono, certo, dipinti e raffigurazioni, alle pareti come sul soffitto e sui pavimenti, ma quello che impressiona è lo spazio imponente, il vuoto dirompente, rotto solo dalla luce colorata e filtrata dalle splendide e vivaci vetrate alle finestre. Dal fondo, dall'entrata cioè, l'impressione che ho avuto è che quel vuoto ha il suo fulcro nell'altare e la sensazione che ho provato è quella di essere spinta verso di esso. Incredibile davvero!
Usciti dal Duomo siamo entrati, proprio di fronte, al Museo Etrusco, ricco di reperti e di inevitabili racconti della nostra storia.
Girare per le strade di Orvieto è stato davvero piacevole e, mercatini e bimbi in maschera hanno aggiunto tanta allegria.
Non può mancare un assaggio della cucina locale, prima di ripartire (dopo il "giretto" di ritorno in funicolare) per tornare verso casa. Sulla strada decidiamo di fare ancora una sosta. Uscendo ad Attigliano e seguendo le indicazioni si arriva al Parco dei Mostri di Bomarzo. E', per chi non lo conosce, un parco immerso nel verde e tra rivoli e alberi possenti si possono ammirare enormi statue, perfettamente conservate e incastonate nella natura circostante. I giganteschi "Mostri" rappresentano creature mitologiche e non, ma comunque di grande fascino.
Il consiglio è di andarci in primavera o in estate: tra gli alberi, i prati e i mostri si può godere del fresco e passare una giornata intera divertendosi all'interno del parco. In inverno, una volta fatta la passeggiata e visto tutte le statue, il freddo e l'umidità invitano ad andarsene per altri lidi, piuttosto che prolungare la sosta.
Si torna a Roma...finita la gita e anche il we !!!

Intermezzo


Un piccolo inciso per dire che ieri sera, quando sono uscita, 17.30 circa, invece del solito buio pesto, ho trovato un magnifico tramonto. Questo vuol dire che le giornate si stanno veramente allungando e, per una come me che adora solo la bella stagione, è come una iniezione di nuova energia.

lunedì 28 gennaio 2008

Girovagando 1. Siena

Giornata particolare e malinconica oggi. Non mi soffermo in dettagli. Chi ha letto i post precedenti, facendo due conti, capisce il perchè. Non voglio, però, parlare di eventi tristi del passato, ma di gite molto fuori porta.
Finalmente, nonostante le temperature non siano il massimo, ho ripreso le mie uscite del fine settimana. Per quanto mi riguarda ho deciso che l'inverno, e quindi un certo letargo fisico e mentale, è finito già da qualche giorno e ora non rimane che riprendere le attività, dopo il risveglio. Tanto per non affaticarmi, stavolta non mi sono allontanata molto.
Partenza sabato mattina, intorno alle 7.30 am. Destinazione: Siena. L'ho vista già altre volte, ma non importa: una bella città è bella sempre ed ogni volta si carica di emozioni e ricordi nuovi che si mescolano a quelli passati, dando nuove sensazioni. Dirò di più, quando si visita una città per la prima volta, si cerca di vedere più cose possibili: ogni palazzo, ogni chiesa, monumento, piazza. Ci si ferma per le strade, si legge la guida di turno e si passa molto tempo con il naso all'insù, ad ammirare quella facciata del duomo o la torre o il campanile ecc. Quando in una città si torna per la seconda o terza volta il bello è gustarsi il resto: rivedere qualche monumento che ci è rimasto nel cuore e dedicargli ancora qualche attenzione, ma poi concentrarsi sulla gente del posto, sui profumi nelle strade, sulle vetrine che espongo i dolci o i prodotti tipici, gli odori e i dialetti che si possono ascoltare seduti su una panchina, con il viso al sole tiepido di gennaio.
In questa mia terza visita a Siena, la cosa più bella è stata sdraiarmi per terra in mezzo alla piazza del Palio e giocare con mia figlia come quando facciamo a casa, sdraiate sul letto e poi vederla correre da una parte all'altra inseguendo e tormentando i piccioni senesi. E poi ci sono alcuni volti che ho memorizzato: una signora anziana che camminava in strada aiutata da un bastone, ma un il piglio e una fierezza mai vista; un gruppo di ragazzine che sorridono e ridacchiano tra loro in un bar; altri turisti, stranieri e non, intenti ad ascoltare la spiegazione della loro guida, accalcati uno accanto all'altro, di fronte alla magnifica facciata del Duomo; uno scambio rapido di sguardi all'uscita di un negozio, due persone come tante che si incontrano per un secondo e non si rivedranno mai più.
Quando il sole si fa più debole fa troppo freddo per continuare a star sdraiati a terra. E' ora di muoversi e spostarsi verso la tappa successiva, che è Orvieto ........to be continued

mercoledì 23 gennaio 2008

La Luna dei desideri


Ieri sera, dopo la stazione, ti ho visto Luna. Mentre tornavo a casa, ti ho percepita per un attimo, uscendo dal tunnel, prima di attraversare il ponte e arrivare sul Lungotevere. In quell'istante ho visto un sorriso sul tuo volto e, quindi, mi ha sorpreso la tua faccia grande ma malinconica, quando sei riapparsa dietro i palazzi romani.

Ti ho osservata a lungo, mentre ero in coda nel traffico del centro. Grande e bianca, luminosa e incredibilmente affascinante. Eterea e dolce, come nessuna donna potrebbe essere sulla terra.

Non ho resistito e ti ho regalato un segreto. In cambio ti ho chiesto di esaudire un mio desiderio profondo.


L'ultimo semaforo diventa verde. Sono quasi a casa e stai per sparire di nuovo dietro a palazzi troppo alti per vederti affacciata sul mondo.


Se un giorno realizzerai il mio sogno, ti lascerò raccontare il mio segreto alle stelle.