sabato 14 novembre 2009

Come sei veramente

video

Non ci sono parole per descrivere come sei veramente. Basterà la musica.

domenica 6 settembre 2009

Ciao Mamma

Cara mamma,
è più difficile scriverti da quando non ci sei più.
Dopo quell'ultimo giorno in ospedale non sono più riuscita a scrivere niente.
Nella mente ho tante cose. Purtroppo, a volte, le prime che ti tornano in mente quando
qualcuno non c'è più, sono i rimpianti: le cose non fatte. Quelle non dette. Le parole di troppo che avremmo dovuto tenere per noi.
Oggi però non mi importa. Ho ripensato a quello che mi hai sempre detto fin da bambina. A
quello che mi hai insegnato. Spesso senza spendere parole. Mi hai trasmesso tutto con il
coraggio che hai avuto nel vivere.
Oggi non mi importa. Perchè oggi sono tornati i bei momenti. Finalmente sono riaffiorati i tuoi
sorrisi, i tuoi occhi a volte spaventati, e perchè no, le tue piccole follie che hanno colorato
la mia vita.
Negli ultimi anni non mi riconoscevi più. Non sapevi più parlare. Mi sono illusa, per questo mancato contatto quotidiano, che perderti sarebbe stato sopportabile.
E invece il dolore è immenso. Non l'ho sentito mai un dolore così, mamma.
E non so che fare.
Quando sono stata male in passato sono sempre venuta da te. Anche se non sempre ho
avuto il coraggio di confidarti i miei guai, mi bastava sapere che tu eri lì per me.
Ora non so che fare. Mi sento come se avessi fatto un balzo in avanti e che tutta la mia
vita sia invece rimasta indietro. Non sono capace di riallinearla.
La cosa peggiore è che a volte ho paura. Penso che se è accaduto questo nella mia vita può accadere di tutto: nel bene sì, ma anche nel male.
Mi sento senza paracadute, senza protezione. E senza di te questo non è sopportabile.
Mi sento come se tu potessi entrare nella mia stanza da un momento all'altro
eppure so che non accadrà.
Mi sento persa. Mi sento sola.
Tutti mi dicono che è stato meglio così. Che finalmente hai smesso di soffrire.
Forse è vero. Non era vita per te quella degli ultimi dieci anni.
Ma tutto questo non toglie peso dal cuore. Non toglie dolore.
Ciao Mamma mia.

mercoledì 15 luglio 2009

Come stai, mamma?



Mamma. Oggi ti ho vista .
Sono venuta nella casa di cura dove stai adesso.
Quella casa che considero ormai la tua.
Ti vedo, sdraiata sul letto. Le gambe rannicchiate, le mani strette nei pugni:
stringi due fazzoletti di stoffa che servono per non farti far male ai palmi.
A volte stringi così forte che è molto difficile aprire le tue mani per sostituire i pannetti con quelli puliti.
Chissà se cerchi di tenere stretta la vita che scorre oppure i tuoi sono pugni
di rabbia contro il mondo che non controlli più.
Anche le braccia sono strette al tuo corpo e non le muovi da tempo.
Già da molto, l'unica cosa che muovi è solo la gamba destra. La vedo, sotto
le lenzuola, mentre la tiri su e poi giù. Non gli dai pace.
Non hai pace.
Sei quasi in posizione fetale. Mentre mi avvicino sento che il tuo respiro si è fatto
pesante. Respiri male. Hai così difficoltà che ogni tanto tossisci come se ti fosse andato di traverso Qualcosa, ma so che non è così: tu non mangi da mesi. Tu ti nutri soltanto.
Ti nutri artificialmente grazie ad una valvola che hai sulla pancia e che è direttamente collegata la tuo stomaco.
Mi sento impotente perchè quando fai così non sosso fare niente per ridarti il respiro.
Posso solo continuare ad accarezzarti sul braccio, sulla gamba e sulla guancia. E' l'unica cosa che riesco a fare. Gli altri, quando vengono a trovarti, non smettono mai di parlarti.
Continuano a parlarti come se tu potessi capire ( e forse non si sbagliano), a farti domande
(come se tu potessi rispondere). Ma questo proprio non è possibile. Tu non parli da mesi.
Il tuo viso è liscio e teso. Non hai una ruga, ma le labbra ormai sono solo una linea. Sottile.
Si sono ritirate e assottigliate. L'unico dente che ti è rimasto sembra ancora più solo.
I tuoi occhi non si aprono quasi più. So che non stai dormendo perché, qualche volta, apri una fessura e sbirci ciò che ti sta intorno. Più forza di questa non hai. Al massimo una fessura.
E poi forse non ti interessa più il mondo e guardare uno spicchio alla volta ti basta. Non ne vuoi più e hai ragione. Non ti ha regalato molto questo mondo qua. Forse meritavi di più, ma spesso non possiamo scegliere.
Nel tuo degenerare oggi però hai fatto due cose importanti.
Quando tua sorella, per l'ennesima volta ti ha chiesto che avevi (come se non lo sapesse) o se volevi qualcosa (come se tu potessi rispondere) hai aperto la fessura degli occhi in modo appena percettibile, hai lasciato uscire un suono: non tanto forte da essere un grido e non così flebile da somigliare ad un gemito e hai contratto il viso e hai iniziato a piangere. Zia dice che tu la riconosci. Forse è vero. O forse sei solo stanca. Tanto da chiedere aiuto a chiunque pensi ti possa salvare da tutto il male che sei costretta a sopportare. Non è la prima volta che lo fai. E' accaduto anche con me, anche se io non parlo e non faccio domande. Io non sono stata capace nemmeno di dire una parola di conforto. In giardino, quel giorno, ho contratto il viso insieme al tuo e ho pianto come te.
Non avrei dovuto, ma non ho saputo fare altro.
L'altra cosa che hai fatto oggi non l'avevi mai fatta prima. Hai chiamato "mamma". Due volte. Non è stato un lamento, un suono confuso. Era semplice e nitido: "mamma".
Forse le chiedi aiuto, come faccio io con te quando sento che non ce la faccio più e ti chiamo nel buio della notte.
Dicono che l'Alzheimer sia una malattia degenerativa senza ritorno. E quindi se hai smesso di parlare, il fatto che tu riesca ad articolare le parole è strano. Non rientra nell'iter.
Si dice tanto di questa malattia, ma forse nessuno ne sa ancora niente.
Io so solo che mi sento senza forze davanti a te. Mi sento impotente perchè non posso fermare tutto questo e quello che mi distrugge è che io posso anche chiederti (come fanno gli altri) "come stai?" ma non avrò mai la tua risposta.
E' tardi mamma. Arrviva l'infermiera a dire che è ora di andare.
Ancora una carezza. Ancora una bacio sulla fronte.

sabato 27 giugno 2009

Pane



Ho fatto il pane qualche giorno fa. Ogni tanto mi piace farlo in casa. E' rilassante, emozionante. E' quasi una terapia. Prima di tutto c'è la preparazione degli ingredienti. Devono essere tutti genuini e a portata di mano. Una volta messe le mani in pasta sarebbe un problema andare a cercare nei pensili quello che manca. E' quasi un rito. Qualcosa si pesa. Qualcosa si aggiunge a occhio.

Poi si comincia. E' una formula chimica. Si deve fare attenzione alla quantità, ma anche alla temperatura dell'acqua, degli ingredienti e dell'ambiente stesso.

Una volta mescolato il tutto si comincia ad impastare e ci vuole del tempo perchè il tutto si amalgami perfettamente. Perchè tutte le molecole si incontrino e si incastrino nel modo giusto.

In questa fase non è necessario fare particolare attenzione. Si deve solo impastare e maneggiare e per me questo è il momento più bello. La mente si rillassa e spazia tra tante cose, di solito. Ma stavolta rimango concentrata sul pane e su quanto tutto questo somigli ai rapporti umani. Le persone si incontrano, si misurano, si valutano e, se l'alchimia è giusta, ci si mescola in rapporti di vario genere. L'amicizia, la fratellanza, l'amore. Se gli ingredienti che portiamo non sono giusti, ognuno torna per la sua strada. Ma se accade il contrario l'incontro diventa perfetto e basta avere la pazienza di impastare e attendere che tutto lieviti al momento giusto e il risultato sarà meraviglioso. Certo si può sbagliare qualcosa: la temperatura di un ingrediente o la quantità di un altro, ma si può aggiustare sapientemente e ottenere una piacevole e saporita sorpresa.

La vita è come un pane? Azzardo: forse sì. La crosta può risultare un po' dura ma quando lo apri il profumo ti inebria, la morbidezza e il calore all'interno ti avvolgono. Il sapore non può che affascinare.

Il trillo del forno mi avvisa che è pronto e mi sveglia da dolci pensieri.

Devo dire che anche stavolta il pane è venuto proprio bene. Forse le sensazioni positive hanno aiutato il risultato finale.

Se inizierà a fare davvero caldo il forno sarà off limits per un po'.

Forse sarà l'ultimo pane della stagione, ma la sensazione è che presto ci sarà del buono.

martedì 23 giugno 2009

Sempre per TE


Voglio farti un regalo
Qualcosa di dolce
Qualcosa di raro
Non un comune regalo
Di quelli che hai perso
O mai aperto
O lasciato in treno
O mai accettato
Di quelli che apri e poi piangi
Che sei contenta e non fingi
In questo giorno di metà settembre
Ti dedicherò
Il regalo mio più grande
Vorrei donare il tuo sorriso alla luna perché
Di notte chi la guarda possa pensare a te
Per ricordarti che il mio amore è importante
Che non importa ciò che dice la gente perchè
Tu mi hai protetto con la tua gelosia che anche
Che molto stanco il tuo sorriso non andava via
Devo partire però se ho nel cuore
La tua presenza è sempre arrivo
E mai partenza
Regalo mio più grande
Regalo mio più grande
Vorrei mi facessi un regalo
Un sogno inespresso
Donarmelo adesso
Di quelli che non so aprire
Di fronte ad altra gente
Perché il regalo più grande
È solo nostro per sempre
Vorrei donare il tuo sorriso alla luna perché
Di notte chi la guarda possa pensare a te
Per ricordarti che il mio amore è importante
Che non importa ciò che dice la gente perchè
Tu mi hai protetto con la tua gelosia che anche
Che molto stanco il tuo sorriso non andava via
Devo partire però se ho nel cuore
La tua presenza è sempre arrivo
E mai...
E se arrivasse ora la fine
Che sia in un burrone
Non per volermi odiare
Solo per voler volare
E se ti nega tutto quest’estrema agonia
E se ti nega anche la vita respira la mia
E stavo attento a non amare prima di incontrarti
E confondevo la mia vita con quella degli altri
Non voglio farmi più del male adesso Amore.. Amore..
Vorrei donare il tuo sorriso alla luna perché
Di notte chi la guarda possa pensare a te
Per ricordarti che il mio amore è importante
Che non importa ciò che dice la gente
E poi..
Amore dato, amore preso, amore mai reso
Amore grande come il tempo che non si è arreso
Amore che mi parla coi tuoi occhi qui di fronte
Sei tu, sei tu, sei tu, sei tu, sei tu, sei tu, sei tu, sei tu
Il regalo mio più grande
Tiziano Ferro

domenica 7 giugno 2009

AAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHH

Doveva essere una giornata tranquilla.
Non chiedevo una giornata rilassante.
Tantomeno spensierata.
Ancor meno (se possibile scendere ancora) felice.
Diciamo che non mi aspettavo grandi cose, ma
nemmeno credevo che potessi essere annientata così.
Sì. Annientata è la parola giusta.
Quando hai una valanga di problemi e cerchi rifugio
in famiglia, ti aspetti almeno un sorriso. Un mezzo sorriso,
va più che bene. Una parola di sostegno, anzi mezza, ti risolve
la giornata.
Invece no. Anche questo oggi è stato impossibile.
Ho passato la giornata ad ascoltare le lamentele altrui.
Le storie assurde, i litigi banali.
Non ne posso più. Mi hanno talmente caricata
della loro rabbia, urla, parole e parole vomitate addosso.
Senza tregua, senza respiro e senza rispetto.
Non chiedevo niente. Io me ne sarei stata volentieri in un angolo
per mi fatti miei. Non volevo addossare ad altri le mie pene, ma
sinceramente non mi sentivo nemmeno in condizioni di assorbire
i malumori altrui che, pur sapendo, hanno ignorato il mio stato e
sono andati avanti per la lor strada. Hanno parlato.
Si sono sfogati. hanno vomitato. Hanno digerito il loro rospo.
Io mi ritrovo a casa. Da sola (e dico finalmente). Vorrei
piangere am non riesco. Mi sono talmente caricata di tensioni
e scintille che non riesco nemmeno a mettermi sdraiata.
Nono ho alternative che gironzolare su intenet e tentare di
alienarmi. stordirmi per poi fare il vano tentativo di dormire.
So che non ci riuscirò ma almeno provo.
Nemmeno scrivere aiuta. Non mi piace nemmeno quello che
sto scrivendo ora e come lo sto scrivendo.
Vado a fare un giro.

lunedì 1 giugno 2009

Il pleut

Hai visto che piove anche oggi. Lo so
che forse non ti sembra meraviglioso. Sei
a casa e forse pensavi di uscire e andare al mare a prendere un po' di sole, a correre sulla spiaggia o semplicemente a fare un giro. Invece, forse, ti
tocca il solito centro commerciale o una giornata
a casa a far passare le ore.
Io sono contenta che oggi ci sia questa pioggia.
Incessante.
Mi da l'impressione di respirare aria nuova.
Insieme alle strade, l'acqua sta lavando la mia
vita. Mi preparo ad una fase nuova. Altro grande cambiamento. Tre mesi senza lavoro.
So che per molti è un incubo e potrebbe esserlo
anche per me, ma mai come in questo momento
sono sicura che la scelta che ho fatto è assolutamente
giusta.
Sarà l'occasione per scoprire del nuovo, sperimentare e provare e se non verrà niente di eccezionale saranno stati i miei 3 mesi sabbatici. Quelli che
mai ho avuto il coraggio o l'occasione di prendermi prima.
Senti. E' la pioggia che batte sul davanzale della finestra del mio ufficio. Mi chiedo se la pioggia che cade da te ha lo stesso odore. Se fa lo stesso rumore. Se i tuoi pensieri sono gli stessi.
Ti piace la pioggia? Dimmi di sì e fammi un sorriso.
Non imbronciarti se oggi il tempo non ti aiuta. Pensa che arriverà il sole e sarà caldo e
morbido come piace a noi.
Guardo fuori della finestra. Le gocce fanno vibrare le foglie delle piante e aiutano i petali più
vecchi a cadere.
Tutto si rinnova con questa pioggia.
Arriverà qualcosa di buono per tutti. Forse per noi.
Respira ora. Facciamo due passi sotto la pioggia.

giovedì 21 maggio 2009

Grazie per la dedica


ABBRACCIAMI


I miei giorni spesi con te
Non c'è stata un'ora inutile
Sono tutti vivi dentro me
Stanotte

E tu sei più bella che mai
Come un'onda sull'oceano
Se potessi chiederei mille secoli di te
Di noi

Abbracciami e stringimi
Ai giorni tuoi
In questo tempo assurdo che c'è
La sola cosa vera mia sei te


Poi domani quando verrà
Lo attraverseremo liberi
Le carezze che mi fai
in ritorno le riavrai
Da me
Abbracciami e fidati
Dei brividi che tu mi dai
Il resto poi il resto è
Da scrivere

Tu abbracciami e parlami
Con gli occhi che sorridono
E se vorrai il resto è
Da vivere
Il resto è da scrivere
Ti dico ancora
abbracciami e stringimi

Affidami i giorni tuoi
Li accetterò il resto è
Da vivere

I miei giorni spesi con te
E nemmeno un'ora inutile
Sai che amarti è sempre stato il mio
Pensiero


NEK

Meravigliosa

Caldo....finalmente arrivato!!!
Confusione, caos e i soliti casini che mi circondano da sempre.
Questi ultimi giorni sono stati pieni di tensione. Parole a volte pesanti.
Non importa.
Non so se questo per me è solo un periodo di serenità interiore
che mi fa vedere tutto in modo molto zen e mi consente di dare
valore solo alle cose importanti: i sentimenti veri, gli amici con cui passare una serata a cena nella semplicità più assoluta, i sorrisi di My Joy che ogni giorno aprono e chiudono le mie giornate, due chiacchiere con chi mi sta sempre nel cuore.

Forse è solo un passaggio o forse ho veramente capito che la vita può
essere meravigliosa.

Nonostante tutto !!!

giovedì 23 aprile 2009

Buon compleanno My Joy !!!

Oggi è il compleanno di My Joy.
Al di là dei festeggiamenti che abbiamo in previsione, quello che
sarà la cosa più bella è il tempo che passeremo insieme.
Ho preso 2 giorni per allungare il week-end.
Ogni momento che passeremo insieme cercherò
di assaporarlo al massimo: memorizzando e gustando
tutte le sue espressioni e le emozioni, quando aprirà i regali, quando vedrà gli amici e le persone che le vogliono bene arrivare alla festa. Ascolterò ogni suo commento, ogni risata, ogni discorso.
Il tutto avrà i colori meravigliosi dei suoi occhi e dei suoi capelli.
Il profumo della sua pelle.
Come cresce in fretta My Joy.
E' tutto il mio mondo. E niente potrebbe farmi più felice della gioia che le leggo negli occhi ogni giorno.