Sabato scorso niente vendemmia e niente bagno di parenti. Il tempo era molto incerto e le cose da fare sempre tante, ma non ho rinunciato completamente: sabato ho fatto tutto quello che c'era da fare e anche di più e poi domenica mega pranzo a casa mia con una parte dei famosi parenti e amici. Non è stato un bagno ma una piccola doccia che comuqnue è servita a farmi stare meglio. A sentirmi coccolata. Il pranzo, come al mio solito, sembrava preparato per un esercito che non mangia da un mese, ma devo dire che sono rimasti tutti molto soddisfatti. L'atmosfera poi è stata molto piacevole: chiacchiere, battute, risate e qualche riflessione semiseria.
La mia serata si è conclusa con un bel dvd: ho visto il film "Mio fratello è figlio unico." Non sono una gran fan di Scamarcio, ma qui mi è piaciuto. Il film è molto emozionante e affronta gli anni delle guerriglie tra destra e sinistra in modo completo raccontando la quotidianità e la vita difficile delle famiglie e dei figli di quegli anni.
Bello davvero. Emozionante.
lunedì 8 ottobre 2007
venerdì 5 ottobre 2007
E' delicato
Vendemmia e previsioni
Domani dovrei (il condizionale è d'obbligo viste le previsioni del tempo) andare a vendemmiare. Non è tanto il lavoro in sè che mi attira, ma sarà una specie di grande riunione di famiglia. Ci saranno i miei zii, le zie, i miei cugini. A parte mia sorella, loro sono tutto quello che rimane della mia famiglia. E anche se, a volte, le cose non sono andate sempre bene tra noi (si dice che capiti anche nelle migliori famiglie), mi sento come se potessi trovare lì un po' di amore vero.
Come la coperta calda della nonna che quando ero piccola mi faceva l'effetto di una medicina.
Speriamo che il tempo sia clemente !!!
Come la coperta calda della nonna che quando ero piccola mi faceva l'effetto di una medicina.
Speriamo che il tempo sia clemente !!!
Friends
A volte un po' di sollievo arriva. Ieri ho incontrato una mia amica che, ultimamente, sentivo poco e non vedevo quasi più. C'era stato un allontanamento. A volte accade. A volte si ha la necessità di allontanarsi da tutto e da tutti per cercare di capire noi stessi e quello che ci gira intorno, ma quando uno si isola troppo il rischio è di perdersi nell'infinito IO e creare un barriera che ci vede accanto agli altri, ma ci rende soli. E' come guardare il mondo da dietro ad un vetro: noi siamo lì, vediamo le persone, sentiamo i discorsi. La vita scorre, ma noi non ne siamo partecipi. E' questo che mi preoccupava di più: non le rare frequentazioni, ma il fatto che potesse avere bisogno di aiuto e non riuscisse a chiederlo perchè ormai troppo isolata.
Non sono brava a dare consigli e a scuotere le persone, ma quello che spero è aver dato ad una delle persone più care al mondo un po' di fiducia nella vita e soprattutto in sè stessa.
Parlare con lei è stato come un balsamo per le ferite. Quando è andata via non avevo certo risolto i suoi problemi ma credo che parlare le abbia davvero fatto bene.
E ha fatto bene anche a me.
Aiutare qualcuno e ascoltare il suo disordine, mi ha fatto sentire importante per qualcuno.
E, ultimamente, mi è stato davvero difficile credere di esserlo.
Non sono brava a dare consigli e a scuotere le persone, ma quello che spero è aver dato ad una delle persone più care al mondo un po' di fiducia nella vita e soprattutto in sè stessa.
Parlare con lei è stato come un balsamo per le ferite. Quando è andata via non avevo certo risolto i suoi problemi ma credo che parlare le abbia davvero fatto bene.
E ha fatto bene anche a me.
Aiutare qualcuno e ascoltare il suo disordine, mi ha fatto sentire importante per qualcuno.
E, ultimamente, mi è stato davvero difficile credere di esserlo.
mercoledì 3 ottobre 2007
Ordine. Disordine.

E' da tanto che mi sforzo di mettere ordine nella mia vita. Cerco sempre di ritrovare un equilibrio dentro di me. Pensando che poi questo metta equilibrio e serenità anche in quello che mi circonda. Ed è proprio questo il punto. E' quello che c'è dentro di me che non riesco a sistemare. E' la serenità che non trovo. L'equilibrio dentro. E il disordine non se ne va.
Non sono i problemi a disturbarmi. Chi non ne ha. E anche io ne ho e ne ho avuti tanti. Li ho sempre affrontati, anche e soprattutto da sola. Ma quando ti guardi intorno e, non solo non hai con chi dividere i problemi o una spalla su cui piangere, ma ti accorgi che non puoi condividere le tue gioie con la persona che ami allora tutto perde un po' della sua ragion d'essere. E anche la gioia più grande ha i colori un po' offuscati.
Ieri, per esempio, per la prima volta ho portato la mia piccola in palestra. Si è divertita da impazzire ed era così felice che mi è corsa incontro a metà lezione per abbracciarmi e venirmi a dire che mi vuole bene più del mare. Per poi scappare via sotto l'occhio severo del maestro.
Impossibile descrivere la felicità che mi ha dato quel gesto improvviso e spontaneo, mentre me ne stavo lì seduta su una panchina di legno, in fondo alla palestra. Quando accade una cosa del genere il primo istinto è quello di condividere quello che di immenso hai provato, ma se poi realizzi che non c'è nessuno allora quella gioia fa sentire un piccolo retrogusto di amaro. Che rimane in bocca e avvelena un po' l'anima.
E' così che si rompe l'equilibrio.
Mi sono sentita stupida. Mi sono guardata intorno pensando di trovare anche solo un sorriso di conforto fra i tanti genitori che stavano intorno. Ma, giustamente concentrati sulle imprese dei loro figli, ho trovato solo un altro vuoto che si è fatto spazio aumentando il disordine.
venerdì 21 settembre 2007
Pausa
Sono in pausa.
Molti eventi. Molte emozioni. Molti dolori. Molti pensieri.
Tante cose che non è facile spiegare a parole. Ho atteso qualche giorno per scrivere, ma ce ne saranno altri di assenza a seguire.
E' come se fossi un attimo in sospeso. Sistemo (o ci provo) e poi torno.
Ma, al momento, sono in pausa.
Molti eventi. Molte emozioni. Molti dolori. Molti pensieri.
Tante cose che non è facile spiegare a parole. Ho atteso qualche giorno per scrivere, ma ce ne saranno altri di assenza a seguire.
E' come se fossi un attimo in sospeso. Sistemo (o ci provo) e poi torno.
Ma, al momento, sono in pausa.
martedì 11 settembre 2007
Un pensiero perso
Ho visto i tuoi occhi stanchi oggi.
Si vede che sei in forma fisicamente. Ti curi e ti alleni. Scherzi e ridi e ti piace prendermi in giro. Ma non sorridi spesso. A volte mentre prendiamo il caffè, sembri perso. Per dei brevissmi istanti si vede che ti sei allontanato. Che hai inseguito un pensiero fino a perderlo. Poi, quando ti accorgi che ti guardo e cerco di intuire, cominci a parlare senza fermarti, per non darmi il tempo di fare domande.
In quei momenti ti trovo di una dolcezza infinita. Anche se avresti bisogno di sfogarti fai attenzione a non farmi preoccupare. Ma non ti riesce bene. Non con me.
I tuoi occhi tradiscono il peso che porti da tanto.
Vorrei fare di più. Vorrei sollevare quel peso.
Vorrei vedere un sorriso.
Si vede che sei in forma fisicamente. Ti curi e ti alleni. Scherzi e ridi e ti piace prendermi in giro. Ma non sorridi spesso. A volte mentre prendiamo il caffè, sembri perso. Per dei brevissmi istanti si vede che ti sei allontanato. Che hai inseguito un pensiero fino a perderlo. Poi, quando ti accorgi che ti guardo e cerco di intuire, cominci a parlare senza fermarti, per non darmi il tempo di fare domande.
In quei momenti ti trovo di una dolcezza infinita. Anche se avresti bisogno di sfogarti fai attenzione a non farmi preoccupare. Ma non ti riesce bene. Non con me.
I tuoi occhi tradiscono il peso che porti da tanto.
Vorrei fare di più. Vorrei sollevare quel peso.
Vorrei vedere un sorriso.
venerdì 7 settembre 2007
Il nodo
A volte non è facile capire che cosa ci ha turbato. Sapere perchè quel nodo in gola non se ne va e sforzarsi di rispedire le lacrime indietro perchè il luogo e il tempo non sono quelli adatti per dare sfogo al pianto.
Eppure oggi so che sono solo stanca. Dopo le vacanze ho preso quel poco colore che la mia pelle consente. I lineamenti sono abbastanza distesi e rillassati. Una settimana in ufficio non è bastata per vedere i nuovi segni dello stress.
Eppure oggi sono stanca. La testa non c'è. I pensieri si affollano e si intrecciano. Uno richiama l'altro: dal presente al passato. E poi di nuovo al presente. Solo di rado mi concedo uno sguardo al futuro, ma poi mi giro. Preferisco non vedere, non sognare, non sperare.
Non chiedo molto. Oggi vorrei solo appoggiarmi. Solo una volta nella mia vita vorrei potermi appoggiare. Girarmi e vedere gli occhi di qualcuno e chiedergli aiuto. E senza indugiare, sentirmi dire: "Oggi non ti devi preoccupare. Oggi ci penso io a questa cosa." So che non è possibile, almeno per me. Almeno adesso. So che questo momento passerà, presto. Che probabilmente già stasera sarà "passato".
Ma questo "presente" mi fa sentire sola. Di nuovo sola. Ancora sola.
Eppure oggi so che sono solo stanca. Dopo le vacanze ho preso quel poco colore che la mia pelle consente. I lineamenti sono abbastanza distesi e rillassati. Una settimana in ufficio non è bastata per vedere i nuovi segni dello stress.
Eppure oggi sono stanca. La testa non c'è. I pensieri si affollano e si intrecciano. Uno richiama l'altro: dal presente al passato. E poi di nuovo al presente. Solo di rado mi concedo uno sguardo al futuro, ma poi mi giro. Preferisco non vedere, non sognare, non sperare.
Non chiedo molto. Oggi vorrei solo appoggiarmi. Solo una volta nella mia vita vorrei potermi appoggiare. Girarmi e vedere gli occhi di qualcuno e chiedergli aiuto. E senza indugiare, sentirmi dire: "Oggi non ti devi preoccupare. Oggi ci penso io a questa cosa." So che non è possibile, almeno per me. Almeno adesso. So che questo momento passerà, presto. Che probabilmente già stasera sarà "passato".
Ma questo "presente" mi fa sentire sola. Di nuovo sola. Ancora sola.
giovedì 6 settembre 2007
Ieri. Alla stazione
Ti ho visto ieri alla stazione. Ti sei avvicinato camminando lentamente. No, non per farmi attendere ancora, ma per gustare quel momento per te inaspettato. Per riprendere fiato. C'è stato un istante di timore. Hai forse avuto paura che la tua presenza potesse turbare il mio piccolo angelo. E, invece, come se ti conoscesse da sempre, lei ti ha parlato. Senza quasi salutarti, come se aspettasse quel momento da molto e non ci fosse più voglia di attesa e di convenevoli inutili. Lei ha parlato e risposto in modo semplice. Così naturale che ho avuto l'impressione che ti parlasse da sempre.
Mi ha ricordato il nostro primo incontro. Anche per noi, quel giorno, i saluti sono stati rapidi, quasi superflui. Abbiamo cominciato immediatamente a raccontarci le nostre vite. Come due persone che si conoscono da sempre, ma non si sono viste per tanto tempo. Troppo. E allora la voglia di far partecipe l'altro di tutto quello che ha perso della nostra vita è così tanta che ci sommergiamo di parole. I discorsi diventano fluidi. Morbidi. Il cuore si apre come per magia e tutto diventa facile. E' accaduto a noi quel giorno. E' accaduto a voi ieri.
E' stato speciale.
L'ho visto nei tuoi e nei suoi occhi.
L'ho sentito nel mio cuore.
Mi ha ricordato il nostro primo incontro. Anche per noi, quel giorno, i saluti sono stati rapidi, quasi superflui. Abbiamo cominciato immediatamente a raccontarci le nostre vite. Come due persone che si conoscono da sempre, ma non si sono viste per tanto tempo. Troppo. E allora la voglia di far partecipe l'altro di tutto quello che ha perso della nostra vita è così tanta che ci sommergiamo di parole. I discorsi diventano fluidi. Morbidi. Il cuore si apre come per magia e tutto diventa facile. E' accaduto a noi quel giorno. E' accaduto a voi ieri.
E' stato speciale.
L'ho visto nei tuoi e nei suoi occhi.
L'ho sentito nel mio cuore.
lunedì 3 settembre 2007
Cambiamenti
Non avevo proprio torto quando dicevo che le cose sarebbero cambiate. Tutto cambia, o meglio, al rientro è cambiato il "mio modo". Di vedere e di affrontare la mia vita e quello che ci gira intorno. All'inizio dell'estate la mia situazione personale ha avuto una svolta pesante (nel bene e nel male). L'estate è servita a leccare un po' le ferite. A riprendere fiato. Sono stata parecchio in giro. Mi sono concessa vacanze, ma anche spensieratezze che, in realtà, non avrei potuto permettermi. Mi sono lasciata andare. L'ho fatto per poter accumulare di nuovo le energie necessarie. Adesso che sono rientrata le concessioni sono finite. I problemi e le situazioni che ho lasciato a "meditare" sono ancora lì ed è il momento di affrontare tutto quello che ho lasciato. Forse perchè non avevo più le forze. Forse perchè non era il momento. Ma non si può lasciare la propria vita in sospeso per troppo tempo. Vivere è VIVERE. Non vedere la mia vita che scorre per conto suo. Questo non vuol dire che non mi lascerò più andare e che non mi concederò più qualcosa per me. Solo che ora le priorità sono cambiate. Non avrei potuto affrontare tutto questo durante l'estate. Dopo un periodo molto intenso e molto duro non avevo veramente più la forza e la mente per farlo. Le ferite erano (e in parte sono) davvero profonde.
Adesso è il momento. Adesso si ricomincia. Adesso si parte.
La felicità è un viaggio, non una destinazione.
Adesso è il momento. Adesso si ricomincia. Adesso si parte.
La felicità è un viaggio, non una destinazione.
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