lunedì 9 luglio 2007

Misteri

Non so se per tutti è così, ma nel mio passato ci sono stati momenti di mistero. Cose che accadono e che non saprei spiegare. Per non rimanere troppo sul vago, è come fare un sogno che ti preannuncia qualcosa che poi accade veramente.
Non sempre è stato per qualcosa di buono. Ma i dettagli sono irrilevanti e profondamente personali. In realtà la riflessione che volevo fare è sul potere del bene e del male. Io ho sempre evitato i maghi e gli pseudo stregoni che ormai si trovano ovunque (tv, internet, giornali ecc).
Sono dell'idea che ognuno sia libero di fare ciò che vuole, ma non approvo e non condivido. Sono credente (anche qui i dettagli sul tipo di religione sono irrilevanti), ma non praticante e decisamente scettica su alcuni principi della mia stessa religione, ma sono profondamente convinta che "qualcosa c'è" e che il bene che ne deriva, a volte, ha un potere straordinario. Ma allora perchè non credere che, perchè esista il bene, deve necessariamente esistere anche il male, in tutte le sue forme. Non scendo nei paricolari. E' solo uno spunto improvviso di riflessione. Forse approfondirò in futuro. Quello che penso, anzi che ho provato a mie spese, è che, come il bene e l'amore assoluto possono cambiare la vita di ognuno di noi, nostro malgrato anche il male, altrettanto vero e potente, può, purtroppo, fare lo stesso.

Racconti d'estate 2 - Gedeone

Era un po' che volevo far conoscere la mia amica alla mia unica e mitica sorellona. Sabato ho organizzato un incontro. Eravamo noi tre e una marea di bambini tra nipoti, amici ecc. Forse non erano poi così tanti, ma dal terremoto che ci girava intorno sembrava di stare in mezzo alla "carica dei 101".
Tenerli buoni non è facile. Puoi giocare a nascondino, ma quando hai superato i 30 anni, chissà com'è corrono tutti, inevitabilmente, più di te. Soprattutto se hai passato le ultime due ore a spingere il trattore, salvare il tuo cane dalle grinfie dei pargoli, evitare il disboscamento del giardino tanto curato dai tuoi zii (per fortuna momentaneamente in vacanza), corso a perdifiato per acchiappare prima uno e poi l'altro, illudendoti di afferrarne uno e fargli vedere che non sei una zia mollacciona (ovviamente senza successo!).
Mentre mia sorella e la mia amica parlavano amabilmente e preparavano la cena, io avevo quasi perso le speranze di uscirne viva. Mi chiedevo come avrei fatto a finire la serata senza danni permanenti nel corpo e, soprattutto, nell'orgoglio.
Per fortuna, dopo cena, quando i piccoli killer avevano riconquistato energia (semmai l'avessero persa) e io temevo, ormai, di non poter sopravvivere oltre, è arrivato Gedeone. E' stato la mia salvezza. Non l'avevo visto arrivando. Presa dalle presentazioni e dall'orda di pargoli impazzita, non avevo notato che se ne stava lì, immobile, silenzoso e pensieroso.
Appena ho visto i "guerrieri" riprendere le armi per ricominciare la battaglia, li ho fermati subito. Gedeone non poteva essere disturbato. Incredibile l'effetto che Gedeone ha avuto, immediatamente, sui bambini. Fermi, immobili. In silenzio. Ho colto l'attimo e ho iniziato a raccontare loro la sua storia. Gedeone, infatti, è una creatura non certo rara, ma singolarmente interessante e, come tutti noi, ha avuto le sue vicissitudini. Quando era molto piccolo ha rischiato molte volte di morire in battaglia e, se ciò non è avvenuto, è stato solo per la forza ed il coraggio che ha sempre avuto. Oltre ad essere un gran lottatore e a conquistarsi ogni giorno il suo pasto, Gedeone ha anche delle doti non poi così nascoste. Le sue opere di tela le puoi trovare ovunque. Non hai bisogno di andare in un museo. Basta guardare bene nei giardini, tra gli alberi o i fiori, accanto al pozzo dell'acqua. A volte anche in casa. Anche se Gedeone non è un esibizionista e, nella sua umiltà, le opere migliori le tiene in cantina. Gedeone ha anche una dolce compagna, che è una ricamatrice eccezionale. I disegni che sa intrecciare sono ogni volta unici e inconfondibili.
I bambini mi guardano. Sono affascinati, ma non ho ancora convinto i più furbi. Qui ci vuole un po' di fantasia.
Gedeone è un principe. (Alle bimbe si illuminano gli occhi). Sulla schiena ha una croce. Un segno importante. Lo distingue dagli altri che non ce l'hanno. E tutti sanno che lui è il capo, la guida. Il principe regnante e nessuno è più forte e importante di lui. Gedeone e la sua principessa, però, non amano la vita mondana. Non organizzano balli e feste. Si dice, però, che ogni tanto qualcuno vada a trovarli e, forse perchè affascinato dall'ospitalità, rimanga colpito dalla "rete" di accoglienza e non ne esca più.
Ma queste sono solo leggende. Gedeone è così timido ed è per questo che non vuole essere disturbato e, a qualche impertinente che insiste per toccarlo, gli dico di avvicinarsi e provare a salutarlo. Fatto qualche passo ed allungata la mano Gedeone scappa come una furia e non esce più!
I bambini si sono calmati, Gedeone è andato a dormire. E' ora di tornare a casa anche per noi.
Solo Anna, la mia dolce nipotina è ancora perplessa e un po' spaventata. Mia sorella mi guarda di traverso e con lo sguardo mi rimprovera per averla agitata. Allora prendo Anna in braccio e le dico che Gedeone è buono e conosce i segreti di tutti i bambini. Lui sa che lei ha paura delle mosche ed è per questo che quando lo vanno a trovare non le lascia andare più via.
Mi guarda con quel visino delicato, da vera principessa. Si apre un dolcissimo sorriso.
E adesso, tutti a nanna.

venerdì 6 luglio 2007

Dormito!!

Ho Dormito!! E ho dormito tutta la notte. Incredibile. Non accadeva da un tempo infinito. Ieri sera ero stanca da morire, ma non più di tante altre volte, ma, contrariamente alle altre volte, sono andata a letto e dopo poco mi sono addormentata. E ho dormito tutta la notte. Per me è un vero evento. La mia media è ormai (parlo ancora al presente perchè lo ritengo un caso del tutto isolato) di 3 ore al massimo.
Come mi sento? Nervosa e tesa. Ma non dipende dalla dormita straordinaria. Lo ero anche ieri e gli altri giorni. Lo sono perchè mi manca "qualcuno" che mi accarezzi il cuore e l'anima. Però, nonostante questo mi sento forte. Non mi arrendo. Non posso. Anche se volessi, c'è qualcosa che mi spinge avanti. Non so fin dove arriverò. Ma non importa adesso. Come ho scritto sul post di ieri, la felicità è un viaggio, non una destinazione.

giovedì 5 luglio 2007

La felicità 2

Dopo aver scritto l'ultimo post, stamattina...per caso vagando tra i blog ho trovato questo:

HAPPINESS IS A JOURNEY, NOT A DESTINATION.
So, work like you don't need the money,
love like you've never been hurt,
and dance like no one's watching!!

La felicità

La felicità esiste.
Eccome se esiste. Il problema è che la felicità è uno stato d'animo che si conosce poco. Se ne parla poco e sempre in termini molto generali. Molti di noi la confondono con i soldi, altri con il potere, con l'avere, con il possesso. Spesso con la serenità, con le giornate che scorrono senza problemi.
La felicità, secondo me, è poter parlare al cuore. Aprirsi senza nascondersi. Raccontare i sentimenti e i desideri più intimi senza avere paura di chi ti sta davanti. Senza avere il minimo sospetto che chi ti ascolta possa capire altro da quello che tu vuoi dire.
La felicità sta nello sfiorarsi delicato di due anime. Nella certezza che quello che hai è unico. Inviolabilmente TUO.
In un abbraccio che lascia cadere una lacrima.
In una lacrima che ne accompagna altre.

mercoledì 4 luglio 2007

Dopo il caffè

Eccomi! Dopo il caffè il mondo sembra più nitido.
Giornata uggiosa. Calda e umida. Il cielo sembra quasi quello africano nelle giornate coperte. L'aria è pesante e credo che tra poco verrà a piovere. Notte insonne. Ma c'era da aspettarselo. I pensieri sono sempre tanti e quando sei "in attesa" di qualcosa o di qualcuno, l'insonnia diventa inevitabile. Ti giri e scacci i pensieri. Quelli cattivi, ma anche quelli buoni che a volte ti fanno dormire anche meno degli altri. Immagini e speri su quello che sarà. E quando diventa una tortura l'unica alternativa è contare. O pregare. Contare il tempo che hai passato nel bene e quello che hai passato nel male. Fare bilanci che, chissà perchè, sono sempre sbilanciati. O si è avuto troppo o si è avuto troppo poco. A seconda dei casi, pregare. Per avere di più.
O, per avere di meno. Ma averlo. Sempre.

Coffee time


Buongiorno mondo. Ci sei? E' difficile dirlo perchè stamattina ho un sonno terribile e non connetto molto. Non ancora, almeno. Mi bruciano gli occhi. Mi metterei a fare una bella pennichella proprio qui sulla scrivania. Poi 'sta sedia stamattina sembra di marmo. Non si può stare seduti.
Vabbè, vada per il caffè!!

lunedì 2 luglio 2007

Il male dentro

Quando ami molto qualcuno fai di tutto per rendere questa persona la persona più felice del mondo. Quando, però, vedi che non c'è niente che puoi fare ti senti davvero impotente. Oltre al dispiacere, sale una rabbia dentro che non riesci ad esternare, a buttare fuori. E' un insieme di frustrazione, di preoccupazione e angoscia. E anche se provi a fare qualcosa, ti sembra sempre che ogni parola che dici e ogni gesto che fai sia inutile. Sia stupido o, comunque, fuori luogo. Anzi, non sembra. E' inutile, stupido e fuori luogo. Perchè dentro sai già che non puoi vivere tu quel dolore e quell'angoscia al posto suo. Puoi solo stare lì. Ascoltare, assecondare, parlare. Ma non puoi strappare il male che ha dentro.

mercoledì 27 giugno 2007

Giornatina !!!

Dico io, ma come fa uno a svegliarsi (sempre che abbia dormito) già incazzato di prima mattina? Eppure è così. A parte il fatto che dormo sempre meno e ancora non ho capito perchè....ma oltretutto mi alzo e, mano a mano che faccio le solite cose in casa o altro, prima di uscire , mi sale un nervoso incredibile. E poi la cosa terribile è che questo è sempre presagio di una pessima giornata. Tipo che arrivi in ufficio e ti cancellano duemilaquattrocento prenotazioni o la pratica che hai coccolato per tre mesi perchè tutto doveva essere perfetto si è rivelata un vero disastro o al collega je girano più de te...e allora nemmeno ti puoi sfogare, altrimenti dovresti mettergli le mani al collo e farla finita lì.
Vabbè sto esagerando......meglio che la finisco qui o non so cosa potrei scrivere !!

martedì 26 giugno 2007

Racconti d'estate 1 - Ma che caldo fa!




Roma, 26/06/2007




E' arrivata l'estate. E si sente. Non avevo mai sofferto, ancora, il caldo quest'anno. Ci sono stati dei giorni in cui la temperatura è stata effettivamente molto alta, ma la sera l'aria s'era sempre rinfrescata. La notte, confesso, mi sono sempre tenuta il lenzuolo addosso.


Non stanotte, però.


Mi sono messa a letto tardi; forse ero già insofferente e non riuscivo a smettere di fare e di sistemare in giro per casa. Poi finalmente, dopo una doccia fresca mi decido e mi sdraio sul letto. Finestra aperta. Serranda alzata quanto basta per far entrare l'aria e tenere fuori occhi indiscreti. Almeno credo.


Aria. Quale aria?. Non se ne muove un filo di aria. La tenda color arancio non fa una piega. Non si muove. Sono certa che se passasse una mosca avrebbe almeno un sussulto. E invece no. E' assolutamente immobile.


Cambio posizione, cercando sollievo e mi giro verso la finestra. Ci sono ancora parecchie luci accese di fronte. Sono le 2.00. Siamo tanti a non dormire.


Rimango ad osservare. Non riuscendo a dormire, cerco di distrarmi. Dopo un po' qualcuno cede e qualche luce si spenge. Al terzo piano c'è un ragazzo che lavora al pc, gira i fogli che ha sul tavolo, in continuazione. Mi chiedo se sia uno scrittore e cerco di indovinare la trama del suo libro. Forse è un impiegato o un avvocato che ha portato le carte a casa. No. E' troppo giovane. Mi sembra di riconoscerlo. E' un ragazzo che incontro ogni tanto al supermercato sotto casa. Si affaccia al balcone. In controluce non distinguo bene. Mi sembra proprio lui. E' uno studente universitario. Ce ne sono tanti in zona che studiano lontano da casa. Mi chiedo se qualche volta si sente solo come me. Forse adesso, che sembra che guardi nel vuoto. Sta ancora qualche istante e rientra per ricontrollare i suoi appunti.


Ancora qualche finestra che si chiude. Qualche luce che si addormenta. Un bagliore in continuo movimento, ad un piano troppo alto per guardare dentro, mi fa intuire che qualcuno passi la nottata davanti alla tv.


Si accende un lume nuovo. Poco distante dallo studente. Un piano più sù. Un uomo di mezza età. Ben vestito, mi sembra. Anche lui cerca respiro sul balcone. Anche lui, come me, sembra spiare dentro le case. Osserva, guarda e scala i piani, uno a uno. Ad un certo punto ho l'impressione che mi stia osservando. Io ho la luce spenta, ma il bagliore dei lampioni della strada potrebbero lasciar trasparire qualche ombra.


Allora non mi muovo.


Nemmeno lui si muove.


Forse mi vede veramente. E aspetta. Un movimento. Un cenno. Quasi trattengo il respiro. Di più non posso fare.


Guarda verso l'alto, adesso. Forse spera di percepire il bagliore di qualche stella troppo luminosa per essere offuscata dalle luci della città. Abbassa la tapparella. Si vede ancora qualche ombra in movimento. Poi la luce si spegne. Tra poco dormirà anche lui.


Guardo l'orologio. Sono le 4.00. Cerco di distrarmi e penso alle cose da fare nel giorno che sta arrivando. E' peggio e mi agito ancora.


Eccolo. Un sospiro di vento. Ancora un soffio. Finalmente è arrivato un pò di fresco. Chiudo gli occhi e mi addormento. Tra due ore suonerà la sveglia e sarà un altro giorno.